
Introduzione
Un circuito utile sia per scopi didattici che come alimentatore di riserva in laboratorio.
Si tratta di un semplice alimentatore stabilizzato da banco con tensione regolabile da circa 1,26 V a 30 V, in grado di erogare una corrente fino a 5 A. Il regolatore serie è realizzato con un transistor di potenza 2N2955, noto per essere il “gemello” PNP del più diffuso 2N3055. La tensione di riferimento è invece affidata al versatile LM317, configurato per consentire una regolazione continua della tensione di uscita. Questa realizzazione è adatta sia agli hobbisti che agli studenti. È comunque fondamentale che le operazioni di montaggio e collaudo vengano eseguite, senza eccezioni, sotto la supervisione di un tecnico esperto.
Alimentatori lineari e switching: differenze principali
Gli alimentatori stabilizzati possono essere suddivisi in due grandi categorie: lineari e a commutazione (switching), ciascuna con caratteristiche ben precise. Gli alimentatori lineari, come quello presentato in questo progetto, utilizzano un trasformatore a 50 Hz per ridurre la tensione di rete, seguito da raddrizzamento, filtraggio e regolazione tramite un elemento serie. Questa architettura garantisce una tensione di uscita molto pulita, con ondulazione residua (ripple) ridotta e assenza di disturbi ad alta frequenza, rendendoli particolarmente adatti ad applicazioni analogiche sensibili. Di contro, il rendimento è relativamente basso: la differenza tra tensione di ingresso e uscita viene dissipata in calore sul transistor di potenza, richiedendo dissipatori adeguati e comportando ingombri maggiori anche a causa del trasformatore. Gli alimentatori switching, invece, non utilizzano trasformatori a bassa frequenza ma operano tramite commutazione ad alta frequenza. Questo consente dimensioni più compatte e rendimenti elevati. Tuttavia, introducono disturbi di commutazione e rumore elettrico, richiedendo filtri più complessi e una progettazione più accurata.
In sintesi:
lineare → semplicità, bassa ondulazione, assenza di disturbi
switching → alta efficienza, minori dimensioni, maggiore complessità La scelta dipende sempre dall’applicazione specifica…
