Introduzione all’FT8

Introduzione all’FT8

Introdotto nel luglio 2017, l’FT8 è un modo digitale sviluppato da Joe Taylor (K1JT), Steve Franke (K9AN) e G4WJS. Il nome deriva da “Franke-Taylor design, 8-FSK modulation” e identifica una tecnica di trasmissione progettata per garantire comunicazioni estremamente affidabili anche in presenza di segnali estremamente deboli. In breve tempo, l’FT8 si è diffuso su scala globale, diventando uno dei modi digitali più utilizzati nel radiantismo. Il suo successo è legato principalmente alla capacità di effettuare collegamenti a lunga distanza anche con potenze contenute e in condizioni di propagazione difficili. Una delle sue caratteristiche principali è la rapidità: ogni ciclo di trasmissione dura circa 15 secondi, permettendo scambi veloci ed efficienti. Questo rende possibile effettuare un elevato numero di QSO in tempi relativamente brevi, caratteristica particolarmente apprezzata nelle attività DX. Il software di riferimento per l’utilizzo dell’FT8 è WSJT-X, che consente sia la trasmissione sia la decodifica dei segnali. Oltre all’FT8, include altri modi digitali come JT65, JT9, WSPR e MSK144, progettati per operare in condizioni di segnale molto debole, inclusi ambiti specifici come la comunicazione via riflessione lunare (EME). Una valida alternativa è JTDX, noto per le sue ottime prestazioni in ricezione. Per il corretto funzionamento dell’FT8 è fondamentale la sincronizzazione dell’orologio del computer, che deve essere estremamente precisa. A tal fine è consigliato l’utilizzo di software di sincronizzazione automatica tramite server NTP. L’FT8 è stato progettato per garantire comunicazioni affidabili su lunghe distanze con bassa potenza, risultando particolarmente efficace nelle bande HF. In molte situazioni, dove la fonia o altri modi analogici risultano inefficaci, rappresenta una soluzione estremamente valida.

Caratteristiche principali:

Trasmissioni rapide: cicli di circa 15 secondi

Elevata sensibilità: decodifica segnali molto deboli

Scambio standardizzato: nominativi, SNR e locator

Automazione operativa: gestione affidata al software

Efficienza energetica: utilizzo di basse potenze

Ampia diffusione: adottato a livello globale

Ideale per il DX: efficace nei collegamenti a lunga distanza

In sintesi, l’FT8 rappresenta una delle innovazioni più rilevanti nel panorama radioamatoriale moderno, capace di coniugare efficienza operativa e affidabilità.

Esperienze personali

Negli ultimi anni ho utilizzato intensamente l’FT8, raggiungendo circa 10.000 QSO in sei anni e collegando oltre 200 entità DXCC. Un risultato significativo, ottenuto senza un’attività continua, poiché una parte importante del mio tempo è dedicata all’autocostruzione e alla sperimentazione. Tra i collegamenti più interessanti si distingue quello con 3D2USU, dalle Fiji, esempio concreto delle potenzialità del modo nelle comunicazioni a lunga distanza. Particolarmente significativo anche un QSO con la Nuova Zelanda in banda 30 metri, realizzato con una semplice antenna filare (end-fed) e circa 30 watt. In quell’occasione il segnale veniva ricevuto a circa -21 dB, evidenziando in modo chiaro l’efficacia dell’FT8 anche in condizioni estremamente critiche. Un aspetto per me fondamentale è la sperimentazione tecnica. Utilizzando in passato apparati privi di interfaccia audio integrata, ho progettato e realizzato una mia interfaccia dedicata basata su tre componenti principali: un codec audio PCM2904, un convertitore USB-seriale FT232RL e un hub USB a quattro porte. L’architettura del sistema prevedeva un’unica connessione USB verso il PC, che alimentava un hub interno. Da qui venivano gestiti separatamente il codec audio PCM2904 e il convertitore FT232RL, mentre le restanti porte rimanevano inutilizzate. L’ FT232RL era impiegato per pilotare degli optoisolatori CNY17 utilizzati per la commutazione del PTT, garantendo un controllo affidabile e isolato. Dal punto di vista dell’isolamento galvanico, la sezione audio era affidata a trasformatori 1:1 da 600 ohm e amplificatori operazionali. Le linee di controllo, invece, erano isolate tramite optoisolatori. Inoltre, l’ingresso USB dell’interfaccia era dotato di un filtro EMI prodotto dalla Würth Elektronik, utile a prevenire rientri di RF e a migliorare l’immunità ai disturbi. Questa interfaccia, realizzata interamente con componenti SMD, è tuttora funzionante e viene utilizzata con il mio Kenwood TS-570. Da circa un anno utilizzo anche uno Yaesu FT-DX10, che integra nativamente l’interfaccia audio USB, semplificando notevolmente la configurazione. Attualmente opero con circa 25 watt in FT8 e FT4 con questo apparato, mentre con il 570 mi capita di utilizzare potenze fino a 50 watt. Un aspetto che trovo particolarmente affascinante è quello scientifico: l’FT8 rappresenta infatti uno strumento molto utile per lo studio della propagazione delle onde elettromagnetiche. L’osservazione dei livelli di segnale, dei rapporti SNR e delle aperture di banda consente di analizzare concretamente il comportamento della propagazione. In particolare, trovo estremamente interessante l’utilizzo di FT8 nelle bande dei 6 e 2 metri, dove è possibile osservare fenomeni propagativi in modo diretto e spesso sorprendente. In questo senso, l’FT8 non è soltanto un modo operativo, ma anche un valido strumento di indagine, capace di coniugare attività radio e approccio scientifico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto